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Monte Mauro: un castello nelle mani dei bambini»
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» Progetto: “FORTILIZI MEDIOEVALI NELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA”
Monte Mauro: un castello nelle mani dei bambini
Storia dell'impianto e particolari della ricostruzione
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Il periodo storico nel quale si è scelto di ambientare la ricostruzione è il XIII sec.d C., iniziato con le lotte tra Imolesi e Faentini e conclusosi con la morte di Maghinardo Pagani.
Quest'epoca è particolarmente significativa perchè esprime i primi sistematici tentativi di occupazione da parte di fazioni opposte, confermando la posizione prioritaria del sito concretizzatasi poi nel progetto di conquista di Maghinardo Pagani; questi avvenimenti sono il preludio all'età di benessere manfrediana sviluppatasi nel secolo seguente.

Cronologia essenziale del fortilizio nel XIII sec.d. C.

1238: I Faentini scacciano la fazione imolese filoimperiale dal castello e incendiano il fortilizio senza però causare gravi danni alle strutture

1265: anno di redazione dell’estimo del contado imolese da parte di Bologna: il castello di Monte Maggiore è registrato con 29 fuochi

1278: passaggio del castello alla Santa Sede

1293: conquista del castello e breve egemonia da parte del ghibellino Maghinardo Pagani da Susinana, che in precedenza aveva ottenuto il potere a Faenza scacciandone i membri della famiglia Manfredi, e si era impadronito dei castelli di Rontana, Quarneto e Fognano.

1302: morte di Maghinardo

1309: Francesco I Manfredi acquista Monte Maggiore e vi colloca subito una piccola corte; sotto questo importante casato faentino il castello conosce una fase di notevole benessere che dura circa un secolo.

Maggio 2005: Ricostruzione in scala 1:50 del fortilizio di Monte Mauro: laboratorio con gli alunni delle classi 1^B e 1^C (A. S. 2004 – 2005)

Tecniche di costruzione originali e simulate

L'impianto originario del fortilizio è stato realizzato utilizzando blocchi di gesso ricavati dal livellamento alla base del picco, operazione necessaria alla fondazione delle mura. Come già accennato a proposito della ricostruzione, i blocchi realizzati dai ragazzi sono stati invece fabbricati con argilla, in modo da velocizzare la produzione (nel corso del laboratorio - 24 ore in totale - sono stati prodotti, rifiniti e posizionati circa 350 piccoli blocchi di dimensioni differenti!). Dopo la fase di essicamento gli elementi in muratura sono stati dipinti con ingobbio grigiastro, cercando di accordare quindi la struttura edilizia al basamento rivestito da colate di gesso sovrapposte. Nella struttura originaria, oltre alla torre centrale e alle mura, sono ancora visibili la cisterna dell’acqua e la torretta di guardia sull’ingresso, ambedue ricostruite nel plastico, mentre non sono stati rappresentati gli edifici di funzione incerta (forse residenziali) attestati nel settore occidentale.

L'impiego diversificato di questi materiali ha permesso ai ragazzi di assimilare importanti nozioni di cultura materiale: 1) l'utilizzo del gesso nativo come materiale da costruzione; 2) la preparazione e l'uso del gesso in un contesto di ricostruzione-simulazione (attraverso la trasformazione dallo stato liquido a quello solido); 3) l'efficacia dell'argilla in un contesto di simulazione del materiale da costruzione originario.


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