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Progetto: “FORTILIZI MEDIOEVALI NELLA VENA DEL GESSO ROMAGNOLA”
Aprile - Giugno 2005: Ricostruzione del fortilizio di Monte Mauro
ISTITUTO COMPRENSIVO “G. PASCOLI” RIOLO TERME
Nell’ambito del progetto pluriennale:
Anno scolastico 2004/2005
Insegnanti: prof. Badiali Cesarina - Storia e Geografia prof. Baravelli Armanda – Ed. Artistica Esperto: dott. Deriu Roberto, archeologo CONTENUTI E METODI IMPIEGATI NELLA RICOSTRUZIONE La scelta della fortezza da ricostruire nel corso del laboratorio è stata dettata dall’oggettiva rilevanza del sito in età medievale rispetto alle altre rocche coeve; infatti, sorgendo sulla vetta più alta e scoscesa della Vena del Gesso romagnola (m 516), il fortilizio assicurava un ottimo controllo sulle vallate del Sintria e del Senio, resistendo nei secoli grazie alla posizione strategica e alla particolarissima realizzazione edilizia, straordinariamente compenetrata nella realtà geologica del luogo.
Salendo sul picco di Monte Mauro possiamo scorgere, sepolti nell'intrico della vegetazione,
Cronologia completa del fortilizio 953 d.C. prima attestazione 1055 d.C.,documento che cita per la prima volta il sito con il nome di Monte Maggiore. Da esso deriva, per deformazione dialettale, Mons Mauri attestato dal 1267 in parallelo con l'originario Montismaioris, che decade definitivamente soltanto nel corso del XIX secolo.
1238: I Faentini scacciano la fazione imolese filoimperiale dal castello e incendiano il fortilizio senza però causare gravi danni alle strutture 1265: anno di redazione dell’estimo del contado imolese da parte di Bologna: il castello di Monte Maggiore è registrato con 29 fuochi 1278: passaggio del castello alla Santa Sede 1293: conquista del castello e breve egemonia da parte del ghibellino Maghinardo Pagani da Susinana, che in precedenza aveva ottenuto il potere a Faenza scacciandone i membri della famiglia Manfredi, e si era impadronito dei castelli di Rontana, Quarneto e Fognano. 1302: morte di Maghinardo 1309: Francesco I Manfredi acquista Monte Maggiore e vi colloca subito una piccola corte; sotto questo importante casato faentino il castello conosce una fase di notevole benessere che dura circa un secolo. 1371: La Descriptio Romandiole del Cardinale Anglic De Grimoard, cita Monte Maggiore come castrum, dotato quindi di strutture difensive, cui faceva capo un villa con 47 fuochi; al castello, quindi, doveva fare riferimento una popolazione di quasi 400 individui 1410: Lotte interne alla Santa Sede e scisma d'Occidente; l'egemonia dei Manfredi sul castello di Monte Maggiore viene ostacolata da alcuni signorotti locali, ma soprattutto dalle mire di personaggi esterni all'ambiente romagnolo: il duca di Milano Filippo Maria Visconti (1420 circa), e Gian Galeazzo Visconti (1386). 1470 – 1500: Anni di difficile interpretazione a causa della discordanza tra le fonti letterarie, peraltro estremamente esigue 1470: Conquista del castello di Monte Maggiore da parte di Galeazzo Maria Sforza 1488 – 1494: Fonti discutibili citano improbabili restauri del fortilizio da parte di Caterina Sforza (figlia di Galeazzo). 1500: Le fonti sembrano accordarsi: conquista della rocca da parte di Cesare Borgia detto il Valentino, il quale, secondo alcune cronache, distrugge il castello. 1503: Termine del dominio del Valentino su Monte Maggiore e passaggio di altre dieci rocche della Valle del Lamone sotto l'egemonia dei Veneziani, insieme alla stessa città di Faenza. 1506: La rocca di Monte Maggiore, il cui mantenimento era diventato troppo dispendioso, viene venduta dai Veneziani alla famiglia Vespignani di Brisighella 1591: Insediamento di banditi tra i ruderi dei castelli di Monte Maggiore e di Rontana 1606 (circa): Saletti annovera la rocca di Monte Maggiore tra quelle "hoggidì…ruinose" a indicare come l'acquisto da parte dei Vespignani non fu sufficiente a risollevarne il destino, ormai segnato.
1672: Giovanni Carlo Vespignani, membro di un ramo romano della famiglia, acquisisce il castello e progetta restauri mai realizzati in pratica; inoltre all’incirca da questo periodo non si parla più di un castello ma solo di un Torrione, particolare che evidenzia il dissesto ormai avanzato riguardo alle altre strutture. 1835: crollo de "l'antica torre"…. Maggio 2005: Ricostruzione in scala 1:50 del fortilizio di Monte Mauro: laboratorio con gli alunni delle classi 1^B e 1^C (A. S. 2004 – 2005) COME E PERCHE' RICOSTRUIRE Il percorso realizzato vuole restituire, in primo luogo nell’immaginario degli alunni, una porzione significativa di storia locale, stimolando l’apprendimento tramite la manualità e guidando il ragionamento degli alunni verso i metodi e le problematiche sottese alla ricostruzione storica; in secondo luogo si vuole sensibilizzare i ragazzi alle problematiche di tutela dei beni culturali immobili presenti nel loro territorio. L’attività inizia con l’analisi delle testimonianze letterarie e materiali, plasmando quindi il modello tridimensionale in relazione a dati specifici confrontabili con la realtà archeologica. Infatti in occasione del primo incontro teorico, sono state mostrate ai ragazzi decine di immagini sulla realtà di degrado attuale delle strutture ma anche disegni e descrizioni ottocentesche precedenti le ultime azioni di smantellamento (effettuate durante la Seconda Guerra Mondiale).
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