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Estrazione del vasellame dalla fornace celtica (Bundan Celtic Festival, luglio 2006)
Ricostruzione sperimentale e utilizzo sistematico di una fornace celtica di tradizione indigena (Novembre 2004 - Ottobre 2007)
Foggiatura di ceramica celtica con il tornio a piede
Caratteristiche strutturali delle fornaci secondo la verifica sperimentale
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Dipartimento di Storie e Metodi per la  Conservazione dei Beni Culturali - Università degli Studi di Bologna - Sede di Ravenna

Il progetto "Gesti Ritrovati" è patrocinato dal

Dipartimento di Storie e Metodi per la
Conservazione dei Beni Culturali

Università degli Studi di Bologna
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Archeologia Sperimentale nei Gesti Ritrovati
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Il nome Gesti Ritrovati esprime l’obiettivo principale del gruppo, ovvero il tentativo di recuperare antiche strategie e tecniche di produzione proprie di ambiti culturali arcaici. In particolare si mira alla ricostruzione delle antiche condizioni di lavoro, evidenziando attraverso l’articolazione e la complessità delle fasi operative individuate le principali dinamiche socio-culturali ad esse legate.
Lo strumento fondamentale di questa ricerca, nella concezione di Gesti Ritrovati, è l’archeologia sperimentale, intesa come disciplina scientifica che fonda il proprio metodo di lavoro sui principi d’indagine sperimentale di tipo galileiano.

La base di partenza della ricerca sperimentale, applicata all'archeologia, corrisponde all'osservazione del fenomeno, in quanto tratta l’analisi approfondita del reperto archeologico, del contesto di provenienza, delle tracce di lavorazione e delle caratteristiche tecnologiche che identificano determinate tecniche di produzione.
Le sequenze operative ipotizzate vengono collaudate e misurate ripetutamente, fase dopo fase, ai fini di verificarne la riproducibilità e quindi la validità oggettiva (riproduzione del fenomeno). I manufatti prodotti sperimentalmente, che rappresentano l’esito materiale di questi processi, sono intesi esclusivamente come indicatori “conclusivi” del processo ricostruito (studio delle leggi che governano il fenomeno), integrato dall’esame dei residui e degli scarti di lavorazione. Questa è in sostanza l’ archeologia sperimentale concepita da Gesti Ritrovati.

Occorre tenere presente che, soprattutto in Italia, l’ archeologia sperimentale intesa come ricerca che mira alla restituzione dei metodi è ancora un concetto avanguardistico, mentre domina la tendenza a presentare vasti campionari di oggetti esteticamente molto simili agli originali, ma realizzati esclusivamente con metodologie moderne, eludendo quindi il concetto di ricerca proprio dell’archeologia sperimentale. La scarsa attenzione ai metodi di produzione, è evidente in questi casi proprio dalla penuria o addirittura dall’assenza di informazioni specifiche sui processi eseguiti, anche se moderni. Questa circostanza si verifica in genere per l’intento di nascondere l’abbinamento tra la replica esteticamente efficace, di un oggetto antico, e il relativo metodo di produzione, magari veloce ed economico, ma di certo non filologico. Inoltre è ancora oggi molto diffuso l’atteggiamento di non divulgare il procedimento adottato (anche se ci si avvale di tecnologie recenti), soprattutto per mero interesse commerciale. Al contrario Gesti Ritrovati pone l’accento sulla divulgazione della metodologia sperimentale e delle tecniche impiegate, presentando relazioni sulle esperienze svolte ed un’ ampia documentazione fotografica. I manufatti prodotti durante le sperimentazioni, fotografati e inventariati, vengono solitamente impiegati a scopo espositivo, didattico e/o sperimentale (in ambito di ricerca funzionale). Alcune riproduzioni sono esposte o utilizzate presso parchi archeologici o musei, in relazione alle dimostrazioni sperimentali che hanno portato alla loro creazione o che riguardano il loro utilizzo.

L’opera di divulgazione viene condotta per un’utenza estremamente diversificata, attraverso:

1) Dimostrazioni sperimentali rivolte al pubblico. Vengono eseguite soprattutto presso musei e parchi archeologici o su richiesta di associazioni culturali. Durante questi incontri si descrivono le fasi operative che si stanno realizzando, ma contemporaneamente è possibile esaminare anche modelli didattici e campioni significativi provenienti da esperienze complementari alla sperimentazione in oggetto. La documentazione prodotta durante le prime dimostrazioni pubbliche, effettuate con l’impiego di strutture provvisorie, ha anticipato la costruzione degli impianti sperimentali fissi, alcuni dei quali già realizzati presso parchi archeologici , con conseguente crescita del livello qualitativo delle dimostrazioni e degli esiti sperimentali raggiunti .

2) Corsi formativi in archeologia sperimentale. Anche in questo caso si tratta di percorsi di complessità differente a seconda delle esigenze dell’utenza: alcuni sono rivolti alla specializzazione di operatori didattici, altri sono dedicati agli studenti delle scuole superiori, per la formazione preventiva di “archeotecnici” . In altri casi sono proposti a studenti universitari, infine altri ancora sono concepiti per la formazione di nuove professionalità che collaborano con Gesti Ritrovati.

3) Didattica delle tecnologie primitive.
Questi corsi sono rivolti soprattutto ad insegnanti e alunni delle scuole elementari e medie e prevedono l’introduzione ai principi delle antiche tecnologie, utilizzando come supporto operativo preferenziale la documentazione ottenuta da ricerche sperimentali attinenti.

Nel 2007 il Dipartimento di Storie e Metodi per la Conservazione dei Beni Culturali di Ravenna (Università di Bologna) ha concesso il patrocinio scientifico alle attività condotte da Gesti Ritrovati.
Dal febbraio 2008 Gesti Ritrovati è divenuto membro di EXARC, un network di ricerca archeologica e sperimentale che raggruppa le più importanti realtà europee in questo settore.

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