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Corso formativo per archeotecnici (Centro S. Teodoro, Parco Regionale di Monteveglio, Bo)
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Corso formativo sulla tecnologia ceramica nel Neolitico (Parco Archeologico Villaggio Neolitico di Travo, Pc)
Panificazione sperimentale al III� Bundan Celtic Festival: 20/21/22 Luglio 2007 d. C. (Stellata di Bondeno, Fe)
Vasi di Notte: cottura notturna di vasellame etrusco (Parco Archeologico del Forcello, Bagnolo S. Vito, Mn)
Riproduzione sperimentale di bucchero padano: I� test di cottura (Parco Archeologico del Forcello, Bagnolo S. Vito, Mn)
Riproduzione sperimentale di bucchero padano: la documentazione di riferimento
Archeologia sperimentale e didattica al Parco Archeologico Villaggio Neolitico di Travo (Pc)
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Corso formativo in archeologia sperimentale riservato agli operatori didattici del Parco Archeologico del Forcello (Mn)
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Archeologia sperimentale nel Parco Archeologico del Forcello (Mn): riproduzione e dimostrazione funzionale di un impianto etrusco-padano per la cottura della ceramica
Rinasce L'"Idromele di Romagna": un progetto di arch-eno-logia sperimentale (Stellata di Bondeno, Fe)
Archeologia sperimentale al "Bundan": ricostruzione integrale e sperimentazione funzionale della fornace celtica bifocolare (Stellata di Bondeno, Fe)
Archeologia sperimentale al Museo di Monterenzio (Bo): la fornace celtica
Archeologia sperimentale a Trigallia 2005 (Argenta, Fe)
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Manifattura e cottura sperimentale di ceramica celtica (Pecetto, To)
Lavorare al telaio preistorico�
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Lavorare al telaio preistorico
telai e tecniche di tessitura
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L'obiettivo che si pone l'archeologia sperimentale nell'ambito dell'antica arte della tessitura � quello di far luce sulle conoscenze tecnologiche delle prime fibre e sul loro processo di lavorazione, acquisite nel corso dei millenni dalle comunit� pre-protostoriche.
Si tenta cio� di riprodurre la catena di operazioni di lavorazione dei tessuti antichi, che partiva dalla estrazione della fibra all'ottenimento del filato fino alla produzione del tessuto, lavorato al telaio.

I tessuti antichi rientrano in quella categoria di reperti detti organici, cio� di origine animale (lana) o vegetale (lino, canapa, fibre legnose), entrambe materie prime facilmente deperibili nel tempo. Solo condizioni ambientali eccezionali permettono la loro conservazione (ambienti particolarmente saturi d'acqua o estremamente aridi). Per questo motivo sono pochi i reperti tessili antichi che sono giunti fino a noi: provengono da insediamenti palafitticoli umidi come le torbiere e le palafitte delle regioni alpine (ad es. in Svizzera e in Trentino), oppure da ambienti aridi freddi (ad es. i tumuli principeschi dell'et� del Bronzo in Danimarca) e aridi secchi (ad es. le sepolture egizie).

Pi� numerose sono invece le testimonianze indirette della presenza di attivit� di tessitura, caratterizzate da strumenti per la filatura e la tessitura, ottenuti con materiali spesso altrettanto deperibili come il legno, ma lavorati anche in argilla cotta (fusaiole, pesi da telaio), osso e corno (pettini, fusi), che sono giunti intatti fino ai giorni nostri. Attraverso i dati faunistici infine risulta accertata la presenza di ovini e caprini e quindi indirettamente anche l'utilizzo della lana (almeno a partire dalla fine del Neolitico).

Grazie allo studio delle testimonianze dirette e indirette e all'osservazione delle usanze antiche ancora vive nella memoria dei nostri nonni, l'archeologia sperimentale � riuscita a ricostruire i primi telai fabbricati dall'uomo e a carpire le tecniche di lavorazione del filato attraverso l'osservazione dei resti di tessuti, intrecciati in motivi geometrici e trame spesso estremamente complesse e accurate.

GLI STRUMENTI DELLA TESSITURA
Il telaio � lo strumento che permette di tessere, ovvero di intersecare due ordini di fili: <B<l'ordito (insieme dei fili longitudinali ai quali sono appesi i pesi nel telaio verticale) e la trama (insieme dei fili trasversali che compongono il tessuto). Pu� considerarsi telaio qualsiasi strumento in grado di tenere tesi e paralleli i fili dell'ordito. Il grosso progresso raggiunto con il telaio infatti fu quello di riuscire a produrre il sollevamento e la selezione contemporanea dei fili attraverso il liccio.
Il liccio � un bastone che ha il compito di sollevare una serie di fili (ad es. i fili dispari) in modo tale che si possa formare tra la serie di fili dispari e quella di fili pari non sollevati uno spazio apposito (detto passo dell'ordito), in cui si possa inserire il refe, ovvero il filo di trama che, accostato al filo precedente, d� origine al tessuto. La trama successiva sar� ottenuta dal medesimo liccio che abbassa i fili dispari al di sotto di quelli pari, permettendo alla navetta con il refe di passare al di sopra dei fili dispari e al di sotto di quelli pari (l'opposto della trama precedente).
Il refe � il filo attaccato alla navetta, che produce la trama del tessuto.
La navetta � lo strumento, appuntito alle estremit� (di solito era un semplice bastoncino allungato) che conduce il filo della trama attraverso il passo dell'ordito.
I pesi hanno la funzione di tendere i fili dell'ordito. Caratterizzano il telaio verticale e possono essere di varie forme. Il loro numero inoltre varia a seconda delle dimensioni del telaio e del tessuto che si vuole fabbricare.
Il pettine serve per distanziare i fili dell'ordito, regolandoli.
La spada del tessitore serve per battere i fili della trama.

I TELAI PREISTORICI
Telaio a pesi in pietra: la prima forma di telaio, di semplice approntamento, caratterizzato da un supporto ligneo di piccole dimensioni, posto ad una certa altezza dal suolo, a cui vengono appesi i fili dell'ordito, tenuti tesi da ciottoli ad incavi tra loro allineati. (sulla base dei ritrovamenti di St. Blaise, Bains-des-Dames, Neuchầtel, Svizzera)
Telaio verticale: ha una struttura molto semplice: due assi parallele verticali unite trasversalmente a due subbi girevoli. � provvisto di un solo liccio, che divide i fili pari da quelli dispari e permette l'inversione dei fili dell'ordito.
Telaio a tensione:

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