Archeologia sperimentale a Trigallia 2005 (Parco della Pieve di Argenta, Fe)
Rivive un atelier per ceramiche di 2200 anni fa
In occasione del festival celtico Trigallia il "clan" Gesti Ritrovati ha ricostruito sperimentalmente un settore dell�atelier celtico di Barbezieux (Charente), il sito che ha fornito la documentazione per la ricostruzione della prima fornace celtica bifocolare, ricostruita da Gesti Ritrovati nel novembre del 2004. Numerosi riscontri archeologici attestano la diffusione di queste fornaci nella Francia sud-occidentale (Sissach, Barbezieux, ecc�) dal Periodo lateniano medio (270-250 a.C.) all�et� augustea (I sec. d.C.). In questa regione si consolid� una tradizione artigianale indigena molto forte, attestata dal ritrovamento di decine di fornaci, caratterizzate da varianti locali.
La principale caratteristica di queste fornaci � la presenza di due focolari contrapposti ad una camera di cottura centrale, di forma leggermente ellittica; il vasellame viene introdotto attraverso un vano apposito, sigillato poco prima della fase di cottura. Il forno bifocolare rappresenta il modulo pi� avanzato e complesso concepito dalla tradizione costruttiva celtica; esprime, nella sua tipologia, l�estremo tentativo del ceramista di ottenere, nella camera di cottura, condizioni pi� omogenee rispetto al forno dotato di un fuoco solo.
Durante la dimostrazione � stata realizzata una replica sperimentale funzionante della fornace 1, con a fianco la fornace 2, lasciata incompiuta a scopo didattico, in maniera da evidenziare le fasi pi� significative della modalit� costruttiva (fossa di fondazione, intelaiature di vimini, strati di copertura argillosa, spessori, ecc�). Tra le due fornaci � stata scavata una buca atta all�estrazione e alla preparazione dell�argilla, mentre poco pi� distante � stato predisposto il vimini prima del montaggio.
L'impasto argilloso per la costruzione della fornace � stato ricavato e preparato totalmente in loco, poich� il terreno si � rivelato particolarmente argilloso e adatto allo scopo. I materiali impiegati nella sperimentazione, le tecniche di costruzione, e l'allineamento delle due fornaci con al centro la fossa per la preparazione dell'argilla, sono tutti elementi provenienti dall'interpretazione dei dati di scavo di Barbezieux. In questo caso la sperimentazione ha verificato la possibilit� di realizzare una ricostruzione funzionale in tempi eccezionalmente brevi, procedendo anche ad un episodio di cottura.
La fornace � stata costruita in soli 3 giorni, senza beneficiare di importanti migliorie tecniche, attuabili in fornaci realizzate in tempi pi� adeguati e utilizzate con continuit� (vedi fornace celtica del 2004).
A questo proposito si deve considerare che non � stato possibile eseguire una cottura di consolidamento strutturale della fornace, prima della cottura vera e propria delle ceramiche, poich� il tempo a disposizione permetteva la realizzazione di una sola azione di cottura. Si � quindi proceduto alla cottura della fornace (ancora umida in quanto appena terminata) e delle ceramiche in un unico episodio, aumentando il rischio di rottura dei vasi per esubero di umidit�. Inoltre non � stato possibile realizzare i supporti del piano di posa del vasellame e il piano di posa stesso su misura (perdendo anche la possibilit� di ottimizzare lo spazio all'interno della camera di cottura). Il basamento del piano forato necessita infatti di alcune settimane di essiccamento e di una cottura apposita, prima di poter reggere un�infornata senza rischi di cedimento. Il poco spazio disponibile ha permesso la cottura di una decina di manufatti, di tipologia e dimensioni differenti, inoltre, per questioni divulgative, si � scelto di non riprodurre sperimentalmente la ceramica domestica tipica di Barbezieux, presentando invece una serie di manufatti riconducibili a varie culture celtiche lateniane. Infine non c'� stato tempo per realizzare ispessimenti della copertura in punti critici particolarmente stressati da temperature elevate (es.: le pareti della cupola e l�imboccatura dei prefurnia). Queste migliorie, che caratterizzano necessariamente le installazioni fisse, come dimostrano gli esperimenti di Gesti Ritrovati in strutture simili, non potevano essere trascurate neanche nell'antichit�, in particolar modo da maestranze specializzate come quelle celtiche attive durante l'et� di La T�ne.
Le limitazioni sopra esposte, dovute quindi ai tempi necessariamente ristretti tipici dei contesti dimostrativi, hanno reso inaspettatamente pi� avvincente l'intera operazione, costringendo ad estremizzare le potenzialit� della fornace, adattando i tempi e la modalit� di cottura a condizioni tecniche decisamente non ottimali.
I dati ottenuti hanno dimostrato un�efficienza sorprendente della fornace, fattore attestato soprattutto dalla qualit� delle ceramiche prodotte, cotte a temperature elevate (fino a 1006�), nell�arco di circa 12 ore. Il dato pirometrico risulta particolarmente rilevante per via delle affrettate condizioni di collaudo, inoltre � rilevante la notevole consistenza assunta dalla fornace a fine cottura, soprattutto in rapporto allo spessore, ancora sottile, della copertura (circa cm 6).
Il "clan" Gesti Ritrovati" di artigiani celtici a Trigallia:
Roberto Deriu: Dux furniorum
Mauro Casadio: Murator furniorum primum
Francesco Martelli: Ingenium furniorum