Archeologia sperimentale al "Bundan": ricostruzione e sperimentazione funzionale della fornace celtica bifocolare (Parco Golenale della Rocca Possente - Stellata di Bondeno, Fe)
Questo progetto non è che il naturale proseguimento delle ricerche presentate a Trigallia 2005; in quell'occasione ci misurammo con un difficile collaudo comprensivo della cottura dei vasi: l'esperimento diede ottimi esiti, ma in soli 4 giorni mancò il tempo per realizzare sperimentalmente anche le particolarissime partizioni interne del forno. Il piano di supporto dei vasi è formato infatti da stecche amovibili di ceramica refrattaria poggianti su un muretto centrale di sostegno.
Nel caso del Bundan abbiamo "diluito" il lavoro in 6 giornate di costruzione e cottura del forno (nei primi 3 fine settimana di luglio), giungendo alla cottura dei vasi venerdì 21/07, con il forno finalmente pronto. La cottura si è protratta per oltre 10 ore e domenica 23/07 sono stati estratti i vasi.
Per questioni di tempistica e praticità, le dimensioni della struttura sono state rimpicciolite del 40% (come nel caso dei modelli ricostruiti precedentemente), ma le misure reali possono essere intuite dallo scasso esterno del praefurnium, dove sono state mantenute appositamente le dimensioni effettive.
La prima difficoltà incontrata durante la costruzione del forno ha riguardato l'impostazione dell'intelaiatura lignea e della copertura argillosa sopra gli strati sabbiosi e friabili dell'area golenale, dove si è tenuto il festival. Nell'antichità, anche in possesso delle competenze necessarie, forni di tale complessità non sarebbero stati costruiti sopra un terreno così inadatto alla posa di fondazioni in elevato (come nel nostro caso); probabilmente si sarebbe optato per un modulo costruttivo di più agile realizzazione, come un forno a buca. D'altra parte le nostre esigenze di ricerca vertevano da tempo attorno a questo progetto, e le difficoltà incontrate sono state uno stimolo ulteriore nell'approfondire la nostra conoscenza tecnologica in relazione a condizioni operative non ottimali. Per contrastare l'instabilità del terreno sabbioso e contenere eventuali smottamenti, abbiamo applicato un'intonacatura argillosa negli scassi di fondazione; tale accorgimento ci ha permesso di procedere alla posa dell'intelaiatura.
La resistenza delle partizioni interne di sostegno (muretto e stecche di argilla) è risultata ottima: in pratica, durante la cottura del forno, si è verificata la rottura di una sola stecca di supporto, prontamente sostituita, prima della cottura dei vasi, da un elemento eguale, come suggerito da questa originalissima e perfezionata tradizione costruttiva.
La produzione ceramica dedicata al Teuta Lingones
Per questa occasione ho voluto evidenziare nei vasi cotti durante il Bundan il concetto ideale di continuità "etnica"che, ancora percepibile, lega i Lingoni "attuali"agli antichi progenitori celtici, e che rivive attraverso l'opera di rievocazione storica e di ricostruzione sperimentale.
Alla tipologia celtica delle forme si accompagnano eleganti motivi decorativi, riemersi dalle "ataviche memorie" dell'attuale capotribù dei Lingoni: il mitico Cinghiale. La stilizzazione arcaica di questi simboli (anatra, canne palustri, acqua - cielo, terra, acqua), straordinariamente significativi in relazione al territorio, sembra provenire direttamente dalla remota epoca celtica...
Equipe Gesti Ritrovati:
Roberto Deriu, Francesco Martelli, Carlo Piancastelli
Documentazione fotografica: Rino Deriu, Paolo Pirani, Roberto Alvisi, Roberto Deriu,Walter Vinci, Cesare Corticelli, il Gesato (Milano)